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mercoledì 9 agosto 2017

La "Notte Tzigana" da Budapest a Velletri fa il pieno a "Chiostro in Musica"

Un vero e proprio successo - con gran pienone - quello della “Notte Tzigana” di Antal Szalai e dell'Orchestra tzigana di Budapest, che lunedì 7 agosto si sono esibiti nell'ambito della rassegna “Il Chiostro in Musica” presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri. 

di Sara Scifoni 


VELLETRI - Un buon risultato quello che sta ottenendo la rassegna “Chiostro in musica”, curata dall'Associazione Culturale Colle Ionci e dall'Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli, coordinate da Valeriano Bottini, in coproduzione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli.

Ancora una volta, il “Chiostro in Musica” è riuscito ad attirare ospiti d' eccellenza: Antal Szalai, solista e direttore d'orchestra, è infatti considerato il miglior violinista tzigano nel mondo. Su iniziativa del maestro Szalai nasce nel 1969 l'Orchestra Tzigana di Budapest, che lo accompagna nelle sue tournée. L'obiettivo di questo sodalizio artistico è quello di proporre e valorizzare il repertorio della musica tzigana. Proprio per questo Antal Szalai e l'Orchestra propongono un programma vario che comprende musica ungherese tsardas, musica rurale tradizionale e brani classici come la Rapsodia ungherese di Liszt, le Danze ungheresi di Brahms e pezzi provenienti dai membri della famiglia Strauss. Essendo però gli zigani un popolo nomade, che dall'area danubiana ha percorso tutta l'Europa, è chiaro che una contaminazione della musica di sostrato a causa della forte personalità tzigana era inevitabile. Gli tzigani hanno infatti suonato la musica della comunità in cui si trovavano, contaminandola con le loro caratteristiche.
Non è quindi un caso che Szalai abbia proposto, oltre a un repertorio ungherese, note dal sapore più occidentale, come quelle della Danza delle Spade di Khachaturian o quelle dal carattere di fuoco più spagnole. L'internazionalità e la fama di autori come Liszt e Brahms ha fatto perdere di vista il sentimento originario, che l'Orchestra riesce perfettamente a far riemergere dietro a note conosciute e spesso decontestualizzate dalla loro nazionalità. Proprio per questo motivo le versioni che Antal Szalai ha offerto sono diverse da quelle occidentalizzate e dotate di una vitalità e freschezza sconosciute anche alle orchestre europee più celebri. Per comprendere la passione che muove la musica tzigana è molto significativa la testimonianza dello stesso Antal Szalai: “Gli tzigani sono persone molto caratteriali e la musica tzigana viene dal cuore. C’è molto sentimento ed è romantica”. È poi interessante notare come lo strumento nell'Orchestra tzigana di Budapest non sia considerato il fine dell'esecuzione, ma un mezzo atto ad esprimere la primordialità e la tradizione sonora di una popolazione. Nella serata veliterna non c'è stato nessun tipo di protagonismo strumentale, o meglio, nessun tipo di musicista secondario. Ogni strumento è stato messo in luce attraverso momenti solistici che riuscivano ad evidenziare le potenzialità dello strumento, ma soprattutto del musicista come persona. È curiosa inoltre la formazione dell'orchestra rispetto alla composizione occidentale odierna. L'Orchestra tzigana di Budapest, rispecchiando la strumentazione originaria degli zigani, è composta da archi e da un cimbalom. Quest'ultimo è uno strumento cordofono ungherese, che in questo tipo di formazione sembra sostituire il clavicembalo o l'arpa da accompagnamento.
Allo stesso tempo può però diventare un solista dalle sonorità stupefacenti e inusuali per l'occidente. Il repertorio proposto ha fatto in modo che Slazai e l'Orchestra potessero esplorare sonorità inusuali, soprattutto del violino, che nella musica tzigana usa un maggior numero di vibrati e suoni così acuti da diventar quasi impercettibili. il pubblico veliterno è intervenuto più volte battendo le mani a tempo e chiedendo il bis alla fine dello spettacolo. La partecipazione è stata richiesta dallo stesso Szalai, che attraverso vari accelerando e brani celebri è riuscito creare un legame tra l'Orchestra e gli spettatori. Si può quindi affermare con certezza che la serata proposta dal “Chiostro in Musica” è stata un continuo crescendo, oltre che musicale, emozionale.