menù



Sponsor

lunedì 5 giugno 2017

Viaggio nella Velletri sotterranea: intervista allo speleologo Ruggero Bottiglia (CRS Egeria)

Un particolare interesse, crescente negli ultimi tempi, sta coinvolgendo la Velletri ipogea, che nasconde acquedotti, cimiteri, anfiteatri, cunicoli, ma anche problematiche come sta accadendo per Piazza Pagnoncelli. A svelarne i contorni è Ruggero Bottiglia membro dell’Associazione CRS Egeria. 

di Valentina Leone

Un’integrazione profonda tra l’ambiente, l’uomo, e le sue tracce culturali, strappate centimetro per centimetro alla terra, emerge dalle parole dello speleologo di esperienza Ruggero Bottiglia: tra la fine degli anni '90 e fino al 2000 trainante al Gruppo Speleologico Anxur di Terracina; dal 2006 impegnato nella ricostruzione del tracciato della Francigena del Sud, prima nel tratto tra Fondi e Fossanova e attualmente nel percorso fra Cori e Castel Gandolfo; da tre anni socio del CRS (Centro Ricerche Speleologiche) Egeria con il quale si sta dedicando allo studio di cavità artificiali.
Dalla lunga presenza dell’Associazione CRS Egeria sul territorio di Velletri scaturisce non solo la conoscenza di strutture straordinarie, come l’affascinante Acquedotto Fontana, ma la coscienza di dover comporre le forze insieme ad altre entità per giungere a una fruizione dei luoghi sotterranei che non sia fine a sé stessa. La speleologia si scopre così, nelle risposte di Ruggero Bottiglia, scienza che può agire sul quotidiano, prevenendo con gli studi eventuali situazioni di pericolo e valorizzando, con un’apertura al pubblico, le espressioni di cultura celate nel mondo sotterraneo.


1) L’Associazione CRS Egeria si sta occupando da tempo dell’esplorazione e dello studio dell’Acquedotto Fontana, opera idraulica seicentesca di eccezionale valore storico che attraversa il territorio di Velletri. I risultati fino a ora ottenuti preannunciano sviluppi di ricerca interessanti?

Crediamo di si, perché è la prima volta che lo studio viene svolto sia prendendo in esame la lunghissima struttura sotterranea, interrotta in più punti da riempimenti terrosi dovuti e franamenti interni o più semplicemente da terra che ha intasato i pozzi di servizio, sia con una attenta analisi di superficie e delle fonti bibliografiche e documentali. Stiamo analizzando tutto il possibile, compresi dipinti d'epoca che possono fornire indicazioni di massima su come si presentava in alcuni punti la struttura in superficie. Un lavoro certosino, che sta andando ben oltre i tempi che ci eravamo prefissati per la "sola" esplorazione sotterranea. Una relazione preliminare, già ricca di spunti che riteniamo interessanti, è stata presentata lo scorso dicembre al Simposio di speleologia in cavità artificiali Mundus Subterraneus che si è svolto ad Urbino, gli atti sono in composizione e saranno stampati entro ottobre 2017. L'analisi di dettaglio, che ha preso in esame anche altre strutture studiate anni fa dalla nostra Associazione nella zona, ci porta a ritenere che nel corso della realizzazione del Fontana vennero intercettante "antiche forme" quattrocentesche, che a loro volta erano forse collegate a strutture più antiche. Quindi il Fontana rappresenta, a nostro avviso, un esempio interessante di gestione delle risorse idriche attuato anche con tentativo di riuso di preesistenti opere idrauliche.

2) A partire dall’inizio dell’anno la questione di Piazza Pagnoncelli è divenuta molto calda, sia per lo scontento degli abitanti della zona, costretti da mesi a limitazioni di transito, sia per la situazione di stallo in cui versa lo scavo. Quale è l’effettiva portata dei reperti ed è possibile procedere a una valorizzazione compatibile con le esigenze della città?

Nonostante la disponibilità espressa dalla nostra Associazione, già presente da tempo sul territorio, non ci è stato possibile effettuare indagini speleologiche nella voragine di piazza Pagnoncelli, affidate ad un’altra società di Roma. Dunque le pochissime notizie in nostro possesso sono quelle pubblicate dagli organi di stampa locali. In generale ogni valorizzazione, soprattutto quando incide in modo sensibile sulla viabilità e quindi sulla vita quotidiana degli abitanti creando disagi oggettivi, dovrebbe prendere in esame strutture di reale interesse per un eventuale futuro sviluppo turistico culturale. Ma non sapendo di cosa si tratta (voragine dovuta a dilavamento? cava? altro?) preferisco al momento non avanzare valutazioni in merito.


3) Come una mappatura delle cavità sotterranee di Velletri, al quale la vostra associazione sta lavorando, può prevenire un caso come quello di piazza Pagnoncelli?      

Conoscere è sempre il primo passo, assolutamente indispensabile, per poter prevenire. Riguardo alle voragini, in particolare quelle legate a strutture sotterranee di origine antropica, cioè realizzate dall'uomo, sono molti gli Enti che se ne occupano da tempo oltre agli speleologi: geologi, Sigea, Ispra, Protezione Civile ecc.  Il fattore vincente potrebbe essere quello di mettere in rete tutte queste strutture. Perché una mappatura dei punti di crollo, eseguita a posteriori ha una sua indubbia valenza statistica, ma per poter tentare di prevenire è necessario analizzare capillarmente dal punto di vista speleologico la situazione ipogea evidenziando le possibili criticità. In questo senso un primo passo importante sarà fatto in occasione del Convegno Nazionale "Ipogei 2017" che si terrà il primo dicembre 2017 a Roma: organizzato dalla Sigea - Società Italiana di Geologia Ambientale e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, vedrà per la prima volta un confronto paritetico anche con Protezione Civile, Ispra e soprattutto mondo speleologico: Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana e Federazione Hypogea.       


4) Si può pensare a un effettivo recupero degli ambienti ipogei, sul modello dell’idea da poco annunciata dal Direttore della Fondarc, Claudio Micheli, riguardo a un allestimento nei sotterranei dell’ex Convento del Carmine di una sede per l’esposizione dei prodotti vinicoli?

Perché no? Il vino, esattamente come l'acqua, racconta una parte di storia del territorio. Ma, se possiamo permetterci un piccolo suggerimento (del quale il Direttore certamente non ha bisogno), ci piacerebbe che gli spazi a disposizione non venissero utilizzati per la "sola" esposizione di prodotti vinicoli ma, sull'esempio di altre realtà, per raccontare l'interazione fra vino e geologia, ovvero come i fattori geologici abbiano influito e influiscano sulle diverse coltivazioni a Velletri e nel Lazio. Velletri ha indubbiamente bisogno di un rilancio anche dal punto di vista turistico e quindi ben vengano nuove attrattive, meglio però se legate a progetti che abbiano una valenza anche culturale.   

5) Le competenze del vostro centro di ricerca spaziano anche su territori di diversa competenza comunale. A fronte dell’esperienza di studio sull’emissario del lago di Nemi come si possono valutare le ricerche in corso della terza nave di Caligola?   

Un sogno, al quale crediamo però sinceramente poco. Ma ci farebbe piacere essere smentiti dal ritrovamento. Sarebbe un regalo davvero inatteso.    


6) Oltre alle esplorazioni in fieri, quali sono le prospettive future per la Velletri sotterranea?      

Oggi come oggi più o meno tutti i comuni italiani, piccoli o grandi, stanno pensando a percorsi turistici sotterranei come panacea per risolvere problemi ben più gravi: crisi economica, spopolamento, ecc. Non credo che l'apertura al pubblico di un singolo ipogeo possa rappresentare - purtroppo - un fattore di interesse tale da smuovere flussi turistici. Prima di parlare di Velletri sotterranea va analizzato cosa c'è sotto Velletri, e in questo senso continuiamo a rappresentare la disponibilità della nostra Associazione Egeria CRS (e della Federazione Hypogea della quale facciamo parte) a occuparci di un censimento preliminare. Una volta compresa la reale "consistenza del fenomeno ipogeo" si potrà pensare a se e come attivare itinerari sotterranei. Ma è un percorso da fare insieme: Comune, speleologi, enti preposti alla tutela, esperti di marketing territoriale. Non è facile ma è possibile. E proprio perché vivo qui, mi occupo di speleologia da molto tempo e perché amo questo territorio che continuo a sperare che a qualcuno possano interessare le nostre proposte. Credo che sia una "scommessa" che deve vincere la città di Velletri, non noi singolarmente…

Ruggero Bottiglia
Egeria Centro Ricerche Sotterranee (www.speleology.it)
Hypogea Ricerca e Valorizzazione Cavità Artificiali