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domenica 18 giugno 2017

PPV, duro Lamberto Trivelloni: "Chiarezza e correttezza verso i cittadini sulla questione Rifiuti"

Sulla questione Volsca, in attesa di dichiarazioni ufficiali da parte dell'Amministrazione Comunale, dopo Greci in qualità di candidato Sindaco e capogruppo della lista Live e Dario Di Luzio in qualità di consigliere comunale FDI, arriva puntuale anche l'analisi di Patto Popolare Velletri.

VELLETRI - Il nuovo movimento civico, che raccoglie diverse personalità della politica locale, tramite uno dei suoi esponenti, Lamberto Trivelloni, ha rilasciato alla stampa un'intervista riguardo la situazione che sta tenendo banco tramite comunicati e dibattiti sui social network. L'ex assessore, che da mesi aveva fatto emergere i suoi timori sulla situazione, è molto duro nei confronti dell'Amministrazione.


Lamberto Trivelloni, come si apprende da social, comunicati stampa e dichiarazioni di vari politici la vecchia Volsca è fallita. Lei e Patto Popolare da tempo vi occupate di questa faccenda tramite post, note ai giornali locali e dibattiti in rete: quale è la sua reazione in merito?


Il fallimento della Volsca è stato più cercato che subito. Lo scrissi a Gennaio 2010 e l'ho ripetuto continuamente in questi successivi sette anni. Lo si sapeva e forse finanche sperava che sarebbe finita così. Sette anni fa, a mio avviso, ed i motivi li ho spiegati dettagliatamente già a suo tempo, la suddetta società non poteva essere messa in uno stato concordatario e comunque a quelle condizioni. Il Magistrato che oggi emette la sentenza, della quale parlerò a parte, dopo otto anni, è lo stesso che allora autorizzò il concordato preventivo. Era il 2009...

Lei è più volte tornato su questa faccenda, anche con relazioni dettagliate, ma a suo avviso cosa ha portato a questo epilogo?

L'attuale Assessore al Bilancio del Comune di Velletri in Consiglio Comunale affermò che sino a quando il controllo era compito suo (fine 2008) la società rappresentava un gioiellino. Aveva circa 26 milioni di euro di debiti ed altrettanti di crediti, insomma chiudeva i bilanci in attivo. Servadio, ed il suo avvocato fiduciario, la presero in mano subito dopo e l'Assessore Ciarcia lasciò il suo incarico per ricoprire il ruolo di consigliere comunale, sempre nel 2008. Da allora quello che è accaduto lo sapete: una società in fallimento e quella nata sulle sue ceneri (che a mio avviso la legge non consente in quel modo) ha quasi triplicato il costo dei servizi che ci rende, raccogliendo e smaltendo la immondizia che produciamo, passando dai 4,6 milioni di spesa del 2007 agli oltre 10 milioni di euro attuali. Non vi sono colpe o responsabilità da definire, insomma, ma fatti concreti da valutare. Ognuno si faccia pure la sua idea. 

Secondo lei era un epilogo scontato oppure si poteva correre ai ripari? Ci sarebbe stato un margine di azione per evitare quanto accaduto?

Non ci sono stati primi intoppi, né c'era margine di azione. Vi sono sempre stati, è la politica che li genera; però poi, giorno dopo giorno, si sono moltiplicati e sono aumentati gradualmente. Servadio è quanto di peggio poteva capitare alla nostra città e con lui le persone politicamente più vicine. Masi e Guidaldi in primis. Casa di vetro, Comune trasparente, risanamento dei conti comunali e delle sue società partecipate, riduzione dei tributi, stato delle strade cittadine, biogas, crisi del commercio locale, attentati all'ambiente ed alla nostra agricoltura, stato delle scuole, del civico Cimitero e dell'impiantistica sportiva...vado avanti?

A suo avviso la situazione è irrimediabile? E quali sono le conseguenze che si potrebbero ripercuotere sulla città?

Qualcuno in questa storia ci rimetterà le penne, a meno che sia un grande bluff e, prossima settimana, la banca che ha presentato l'istanza, verrà saldata ed il fallimento revocato. Ed allora perché non farlo subito, lasciando inutilizzati i tre milioni di liquidità che sono in cassa in questo preciso istante? Una sorta di "non vorrei ma lo faccio"? Io credo che non sia nemmeno giusto nei confronti di tutti gli altri creditori e se non avverrà ed al di là delle responsabilità individuali eventualmente da accertare, il Comune di Velletri dovrà comunque restituire ciò che manca dei primi 5 milioni di debito già accertato nei confronti della società fallita ed imputatigli e che non ha ancora saldato per intero e rischia pure di essere condannato a pagare gli ulteriori 5 che, a mio avviso, gli furono illegittimamente scontati. Ergo: nuovo dissesto alle porte!?! Il mio secondo timore riguarda la nuova società, a mio avviso illegittima prosecuzione della precedente (persino il nome è similare, oltre ai fornitori, ai clienti ed alla gestione), che viene chiamata a pagare i debiti e/o restituire tutti i denari ed i beni di cui si era appropriata togliendoli dal legittimo diritto dei creditori rimasti in quel modo con una mano davanti ed una dietro. E quindi alla prima in fallimento segue la seconda, con tutto quello che ne consegue. In ultimo, ed è il timore più concreto e probabile, i cittadini di Velletri, in particolare, ma anche degli altri Comuni soci, vedranno lievitare le cartelle di pagamento che arriveranno nelle loro case; paga pantalone, insomma. Chiaro? Se poi qualcuno pensa di impicciare le cose portando e vendendo veleno in mezzo alle nostre vigne migliori, abbattendo pure ciò che resta del nostro patrimonio agricolo, se lo levi dalla testa. La medicina non può essere peggiore della malattia ed i "velletrani " ne hanno le scatole piene!