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giovedì 13 aprile 2017

Calcio a 5, Di Giammarino: "Sentirete parlare a lungo e bene dell'Atletico Velletri. Valorizziamo i giovani"

Ad una giornata dal termine della stagione calcistica, l'Atletico Velletri tira le somme sul cammino in campionato.

VELLETRI - A parlare è Stefano Di Giammarino, che traccia il bilancio di quanto fatto e parla del futuro della società veliterna. I biancorossi hanno disputato delle ottime gare e se la sono giocata contro tutti guadagnandosi l'appellativo di squadra ostica.
Il team di mister Casini ora guarda al futuro e il direttore sportivo Di Giammarino svela i programmi della società. Il club, che vedrà lo stesso Di Giammarino ricoprire la carica di DG il prossimo anno, prosegue il suo intenso lavoro con tanta voglia di fare grazie alle competenze e alla passione del presidente Nicola Di Luzio, dei consiglieri Giovanni Poggi, Stefano Di Giammarino, Daniele Di Cocco e di tutto lo staff pronto, a lavorare per dare il meglio.


Stefano Di Giammarino, qual è il bilancio della stagione disputata dall'Atletico Velletri dopo questo campionato che vi vede, ad una giornata dal termine, aver confermato la categoria con 26 punti in classifica?

Il bilancio sicuramente è positivo, perché la società Atletico Velletri nasce lo scorso anno e in questa seconda stagione l'obiettivo principale era la crescita dei ragazzi. Ci tengo a sottolineare che non ci siamo posti obiettivi di classifica, anche perché una società così giovane non deve porsi intenti di alta classifica e pensare a valorizzare i ragazzi, i dirigenti, gli allenatori. Vogliamo essere un serbatoio per le altre squadre, il nostro obiettivo è diventare punto di riferimento nella crescita e nella formazione di tutti coloro che si avvicinano a questo progetto. Proprio in questo senso i ragazzi che hanno disputato questa stagione hanno avuto una grande crescita. Bilancio quindi positivo, senza alcun dubbio.

Quali sono i progetti futuri della società per i prossimi anni e per la prossima stagione di Serie D?

I progetti in cantiere sono importanti, e per la mia esperienza posso dire che quest'anno ho trovato un club solido, con una vision lungimirante. Gli obiettivi, vista la collaborazione con un grande centro sportivo come il "Maracanà" che ha tanti giocatori e delle ottime strutture, è quello di formare ragazzi abituati al calcio amatoriale e farli crescere, valorizzarli, tutto ciò diffondendo la cultura del calcio a cinque. La società si propone, come detto, di essere leader nel settore della formazione e della crescita di questi giocatori, dirigenti, allenatori anche grazie alle competenze degli uomini che compongono lo staff e alla solidità di una società che proprio per questo motivo mi fa dire che dell'Atletico Velletri se ne sentirà parlare a lungo e non sarà una meteora che dura pochi anni. Questo club è e sarà una realtà veramente importante per il territorio, senza dimenticare che non è nato per regalare favole ma per accompagnare chi viene dal mondo dell'amatoriale e gravita intorno al "Maracanà" a confrontarsi con campionati più impegnativi e competitivi.

Qual è stato, tornando al campionato, il momento più bello della stagione e quali invece le difficoltà, anche impreviste, incontrate?

A livello sportivo è il momento più soddisfacente è stato quello delle cinque vittorie consecutive, poiché c'è stato un premio per l'impegno dei giocatori e dei dirigenti grazie al lavoro svolto. Mi viene però da dire che il momento migliore è l'oggi, perché ad oggi abbiamo ancora dodici-tredici elementi che si allenano con costanza, e la Serie D è celebre per lo sfaldamento delle squadre a fine stagione. Infortuni, perdita di interessi, squalifiche e quant'altro spesso rendono difficoltoso portare a termine un progetto calcistico annuale, per l'Atletico questo discorso non vale. Dopo un periodo brutto i ragazzi si sono continuati ad impegnare e le sconfitte non hanno rovinato il clima: la squadra è unita e siamo ancora tutti qui per progettare il futuro. Le difficoltà incontrate, invece, visto l'impegno innegabile dei ragazzi, sono state legate principalmente agli infortuni che ci hanno molto penalizzato. Se andiamo ad analizzare la stagione, una crescita tattica deve prescindere da una crescita fisica e alcuni ragazzi non erano abituati a quei carichi di lavori importanti necessari proprio per crescere tatticamente e fisicamente. Gli infortuni ci hanno penalizzato, ma mantenendo un livello di età in rosa piuttosto giovane sono dell'idea che nei prossimi anni la crescita sarà decisiva anche a livello di rendimento sportivo. L'anno prossimo sicuramente miglioreremo anche in questo, non perché ci sono state colpe quest'anno, ma perché dobbiamo prendere atto e analizzare i nostri stessi errori.

Siete in linea, in generale, con gli obiettivi prefissati ad inizio stagione oppure le aspettative - al di là del bilancio positivo - erano più alte, pur senza assilli di classifica?

I punti della classifica, considerando la crescita, l'impegno, il rendimento del gioco - e basta pensare a come abbiamo affrontato partite con squadre nettamente superiori preparate per vincere - rispecchiano il nostro valore viste le vicissitudini, gli infortuni e così via. Potevamo fare sia meglio che peggio. In alcune gare siamo andati a perdere per colpa degli infortuni, lo ribadisco, alcuni elementi sono mancati in momenti decisivi. Le aspettative della squadra però non sono state disattese, avevamo scelto la politica di non porci un obiettivo di classifica, e il lavoro di mister Casini è stato fantastico perché tecnicamente la squadra è cresciuta. L'Atletico nasce da un discorso amatoriale e ha deciso di maturare inserendo nuovi ragazzi. Adesso questi giocatori hanno competenze tattiche a livello di Calcio a 5 che prima non avevano. Il fatto che la crescita ci sia stata automaticamente ci rende soddisfatti, come società, del lavoro fatto. 

Da cosa si riparte per la prossima stagione e quali sono le basi da cui riprendere le attività e riprogrammare l'anno calcistico 2017-2018? Qual è stata la partita migliore a livello tecnico?

La partita migliore è stata quella di ritorno contro il Lepanto. Il Lepanto è una squadra costruita con elementi di categoria superiore, e ha dimostrato di essere di un livello più alto rispetto a quasi tutte le squadre del girone. In casa loro noi siamo stati maturi, perdendo 5-3 ma ricevendo i complimenti del loro mister. Là c'è stata la più evidente maturazione a livello di tutte le componenti della società, in primis lo staff tecnico che con il suo bagaglio di conoscenze ha evitato una sfilza di gol e con il gioco dei ragazzi l'Atletico ha messo in difficoltà una corazzata. Abbiamo dimostrato di essercela giocata pur con i nostri limiti e sicuramente è stata la partita migliore disputata, da lì vogliamo ripartire. Vogliamo partire da questo livello raggiunto, incrementarlo, migliorare il gioco e il rendimento, e questo pensando anche ad innesti di nuovi giovani con delle basi di calcio a cinque. Abbiamo alcune collaborazioni con delle società di categoria superiore che serviranno ad avere atleti in prestito da valorizzare per questo tipo di progetto, basato sulla crescita. Già quest'anno, per esempio, abbiamo dato in prestito due elementi importanti, Simone Paolucci e Davide Antinori, al Velletri Calcio a 5 e non hanno sfigurato, anzi sono stati fondamentali nella Serie C2. Anche noi abbiamo ricevuto in prestito un ragazzo da valorizzare, questa è la strada. Si riparte dai giovani, quindi, dalla loro crescita, e lavorando in questo modo e con questa mentalità fresca e con un vento di spinta sempre nuovo si può arrivare a dei bei risultati.

Che clima c'è in società e cosa auspichi per il futuro?

Il clima in società è molto roseo. Lo staff tecnico è stato tutto confermato, anche se ci saranno dei cambiamenti di cariche siamo tutti uniti per percorrere la stessa strada. C'è una fiducia reciproca tra dirigenza, presidente, staff e atleti. Questa società molto giovane al suo secondo anno di vita sta crescendo gradualmente. Mister Andrea Casini, appena preso il patentino FIGC, è stato straordinario nel suo lavoro. La sua prima esperienza su una panchina di Serie D è stata più che positiva, visto ciò che ha fatto ci ha dato ragione ad avergli dato fiducia. E' stato semplicemente fantastico. Accanto a lui c'è e ci sarà Daniele Di Cocco, uno dei migliori allenatori dei portieri presenti su piazza. Senza contare la collaborazione del professor Marco Galderisi, che per le sue competenze è uno dei migliori preparatori atletici in circolazione non solo a livello veliterno. Parliamo di figure importanti, e inoltre abbiamo contattato due figure dirigenziali con esperienza decennale per garantire agli atleti una solidità societaria e una presenza che dimostri che ci sono le carte in regola per crescere. Il futuro e le prospettive sono positive, io sono molto soddisfatto di tutti i lati di questo progetto che avanza. Dobbiamo garantire sempre più sicurezze ai nostri atleti e fargli capire che non c'è altro obiettivo che far crescere i giovani. L'Atletico Velletri sarà una società di cui si parlerà e anche bene, mi auspico questa grandissima crescita e restiamo in attesa della prossima stagione che sarà migliore di questa.